Posted: 2008-10-14 08:52

Per uno come me che adora leggere i libri di Vàzquez Montalbàn su Pepe Carvalho, l’investigatore amante della buona tavola, e che ha divorato Kitchen confidential dello chef-scrittore Anthony Bourdain, cucinare e sperimentare in cucina è sempre stato un piacere. Arrivato in Finlandia ho continuato a coltivare questa mia passione utilizzando ingredienti prettamente italiani, genuini, addirittura fatti spedire in loco: olio d’oliva e conserve di pomodoro fatti in casa erano ingredienti da cui la mia cucina non poteva assolutamente prescindere. Per farla breve: un vero e proprio emigrato d’altri tempi. Poi, un po’ per sfida personale e un po’ per evitare di perpetrare un contenzioso politico-gastronomico di alcuni anni fa tra Italia e Finlandia per l’assegnazione della sede dell’Authority della sicurezza alimentare europea (a dire il vero qui non hanno ancora del tutto digerito la designazione della città di Parma al posto di Helsinki), ho deciso di integrare la mia cucina con quella locale. Ho così cominciato a misurarmi con ingredienti e piatti tipici finlandesi che a volte non sono poi così tanto diversi dai nostri. Ad esempio, una delle pietanze più diffuse sono le lihapullat ovvero polpette di carne servite con purea di patate. A parte le differenti qualità di carne tritata e le varie teorie sulla preparazione della purea (io per non sbagliare un po’ di parmigiano grattugiato ce lo metto sempre e devo dire che i finnici apprezzano la variante “segreta”) non c’è molto di diverso. Un piatto tipico, che tradizionalmente si mangia il giovedì (io ero abituato a mangiare gli gnocchi alla papera, ma per l’integrazione si fa questo ed altro), è la hernekeitto o zuppa di piselli servita con spezzatino di carne di maiale, carote, cipolle, mostarda - per chi la volesse - e pane rigorosamente nero di segale. Non posso non menzionare il salmone, preparato in vari modi ed accompagnato da insalate e salse ad hoc; si può trovare appena cotto alla brace (loimoluhi) per 10€ presso il mercato del pesce di Helsinki. A pranzo di solito si mangia nelle mense a lavoro nei 45 minuti di pausa oppure si fa uno spuntino per poi cenare molto presto tra le 17 e le 19 al massimo. Un esempio di snack veloce sono i karjalanpiirakka, focaccine di farina di segale ripiene di porridge di riso da cuocere al forno. È però nel preparare e mangiare dolci che sono maestri. Alle 14 scatta la pausa caffè che in realtà è più una scusa per poterlo accompagnare con dolci a volontà. Dalle torte di rabarbaro o ai frutti di bosco la scelta è ampia. Io sono subito rimasto incantato dai korvapusti. Sono dei dolcetti da preparare con acqua, farina, burro, cannella, zucchero e semi di cardamomo. Impastare, tagliare a forma di orecchio, spalmare con del bianco d’uovo per renderli dorati e lasciare in forno per 10-15 minuti. Servire caldi con del caffè americano. Viva il melting pot culinario!
Luca
(Tratto da l'Aperitivo illustrato)






