Posted: 2007-12-19 09:35
Qualche anno fa un ragazzo di Torino mi consigliò di leggere la “Guerra dei poveri” del cuneese Nuto Revelli. Si tratta di un’opera straordinaria che aiuta a comprendere le sventure subite dagli italiani durante il periodo fascista.
Di seguito un bel commento trovato in rete.
“E’ il suo diario, dalla campagna di Russia alla fine della guerra partigiana. Si può definire l’esposizione nuda e reale di un martirio, quello avvenuto sul Don, ed il successivo processo di maturazione e presa di coscienza di un giovane che, come tutti quelli della sua generazione, aveva conosciuto solo il fascismo sin dall’infanzia. Chi ha conosciuto la guerra, quella vera, quella combattuta in prima linea, quella nella quale solo il caso o la fortuna ti può risparmiare la vita, non può tornare come prima. E’ questo il travaglio vissuto da Revelli dopo il ritorno dalla Russia, quando deve affrontare di nuovo l’ipocrisia fascista che nasconde la tragedia, che emargina i pochi reduci testimoni di una verità bruciante per il regime. Verrà poi il 25 luglio e l’8 settembre, con i dubbi e le incertezze di chi non vorrebbe più inconsapevolmente trovarsi dalla parte degli assassini della libertà e della giustizia. Revelli non nasconde le sue incertezze, la sua paura di sbagliare, la sua diffidenza verso i “politici”, ma alla fine sceglie e diventa un comandante partigiano. E’ stupefacente come riesca a raccontare la guerra partigiana senza abbellimenti, senza cadere nella tentazione del mito e dell’autoglorificazione. Alcune parti del diario possono risultare addirittura noiose per i problemi di approvvigionamento dell’essenziale, ovvero il cibo e le armi, con i quali un comandante partigiano doveva fare i conti quotidianamente. Non dobbiamo dimenticare che questi uomini e donne, oltre a combattere i tedeschi ed i fascisti di Salò, soffrivano anche la fame. In fondo al libro ci sono alcune recensioni degli anni ’60, quando uscì il libro. Consiglio vivamente la lettura di quella di Giorgio Bocca, è bellissima.“





