Posted: 2007-11-19 19:33
E’ difficile ricondurre “Giochi sacri” ad un unico genere letterario. Si potrebbe pensare ad una similitudine con quei generi musicali non ben definiti che una volta era consuetudine chiamare “jazz”, ma in questo libro non c’è nemmeno una sola nota stonata. Mi è sembrato scorrevole e ben strutturato. Non ho avuto l’impressione che alcune parti descrittive fossero troppo prolisse, nonostante le 1200 pagine e 1,5 Kg di peso sulla cassa toracica di chi come me legge sdraiato sul letto.
I personaggi sono descritti bene e i protagonisti sono affascinanti, soprattutto il gangster Ganesh Gaitonde. La trama, o meglio, le trame non sono male anche se in un caso mi è parsa poco originale. Comunque, mi ha fatto venire voglia di viaggiare, di documentarmi. Ho perfino comprato le mappe del mondo in vendita con Repubblica.










