Category: Libri
Posted: 2007-06-06 18:31

Questa notte ho finito di leggere “L’arpa di Davita”.
Ho comprato il libro quasi per caso, qualche giorno fa, alla stazione Termini di Roma, dopo essermi accorto di aver dimenticato a casa il romanzo che mi ero ripromesso di leggere.
Ho detto che l’ho comprato quasi per caso, ma non è del tutto vero: in passato ho già letto altri quattro libri di Potok e mi sono piaciuti tantissimo. Ricordo con piacere “Il mio nome è Asher Lev” e “Il dono di Asher Lev”, due capolavori in cui si narrano le vicende di un bambino prodigio che diventerà un grande pittore; “Danny l’eletto” e “La scelta di Reuven” sono altri due romanzi eccezionali che parlano di due ragazzi altrettanto unici: Danny e, il mio personaggio preferito, Reuven Malter.
Pertanto, la casualità della scelta lascia il tempo che trova, la verità è che volevo leggere qualcosa di bello ed ero sicuro che Potok non mi avrebbe tradito e infatti così è stato. I 5,90 € spesi per “L’arpa di Davita” sono ben poca cosa rispetto alla serenità e alle emozioni che mi ha dato: la scena in cui la piccola Ilana Davita contempla il Guernica di Picasso è sublime e, quando mi sono imbattuto di nuovo in
Reuven Malter, ho sentito un sussulto del cuore.
Credo che “Il cacciatore di aquiloni” e “Sonno profondo” (iniziato un paio di anni fa, ma mai finito) aspetteranno ancora un po’ perché il libro che inizierò stasera sarà ancora Potok: “Vecchi a mezzanotte” e non vedo l’ora di incontrare di nuovo la mia piccola amica saputella Ilana Davita che nel frattempo sarà sicuramente diventata una donna straordinaria.