Posted: 2005-12-23 16:05
Siamo nel 1650 circa. Io sono Vandebeers un famoso pittore fiammingo e tu sei la più bella donna d’Olanda. Oltre a fare il pittore ho anche una discreta fama di donnaiolo che giunta alle tue orecchie pare abbia stimolato la tua curiosità. Fu così che un bel giorno mi facesti recapitare una lettera con la quale mi chiedevi di ritrarti su una grande tela. Io risposi immediatamente e accettai la tua proposta. Ci incontrammo nel mio atelier. Indossavi un lungo vestito di seta rosso con una scollatura molto generosa che lasciava intravedere spalle ampie e luminose. Scarpe nere e alte. Sul collo una catenina d’oro con appesa una medaglietta che si perdeva tra i tuoi seni. Dopo le presentazioni ci mettemmo subito all’opera. Incominciai a tracciare sulla tela le linee fondamentali del tuo volto e i lunghi capelli che cadevano sulle spalle…
Mi guardavi con un sorriso strano, molto malizioso. Ti rimproverai più volte per questo. Era infatti mia intenzione dipingere il tuo volto con un’espressione ingenua, quella tipica della donna del castello accanto. Ma in quei momenti l’espressione era tutt’altro che quella di una ragazza acqua e sapone. La luce fioca del candelabro illuminava le tue sopracciglia sapientemente incurvate e le labbra strette tra i denti. Le setole di pelo di cinghiale del pennello scorrevano sicure e accarezzavano le tue natiche dipinte sulla tela. Lo spacco del vestito lasciava intravedere l’intimo di pizzo rosso che ti avvolgeva la coscia. Improvvisamente una macchia rossa cadde sulla tela.
Il vestito rosso si accasciò delicatamente a terra avvolgendosi su se stesso e scoprendo un corpo liscio e perfetto. Te ne stavi di spalle appoggiata con i gomiti sul piccolo davanzale della finestra con la testa girata verso di me. Sorridevi e muovevi astutamente le cosce e il sedere.





