Posted: 2005-08-05 11:46
Copiare, seppure con una somiglianza minima, un quadro di Picasso, di Dalì o di Modigliani è una cosa che con tanta pazienza, passione e impegno si riesce a fare. Ovviamente, almeno per quanto mi riguarda, il risultato è sempre frustrante a causa della straordinaria bravura dei maestri in parola. Quando poi mi cimento in un ritratto dal vivo…beh qui le cose si complicano parecchio perché l’autore non è un maestro, ma è il più grande artista di tutti i tempi; e se, infine, la donna che vuoi ritrarre sprizza bellezza e perfezione da ogni poro della sua pelle…beh allora caro Ste…sei proprio nella cacc…
E allora perché copio? Perché dipingo? Mi pare che alcuni abbiano superato il problema sostenendo di non copiare nè tantomeno di dipingere la realtà, ma qualcos’altro.
Io ci ho pensato un po’ su e alla fine le ragioni che mi sono dato sono due: primo, copio per imparare da chi è mooolto più bravo; secondo, dipingo perché mi fa sentire bene, importante. Vedere il dipinto colorarsi, diventare sempre più grande, dettagliato e somigliante mi fa sentire potente, capace di saper creare e… di stupire me stesso.





