Posted: 2003-05-16 13:19
Nell’ultima settimana non ho avuto molto tempo per scrivere “a ruota libera”; il lavoro, l’attività fisica (ancora troppo insufficiente) e lo studio della contabilità d’impresa mi hanno assorbito quasi totalmente. Tuttavia non posso non scrivere alcune sensazioni provate leggendo ieri sera Repubblica on line ed oggi la prima pagina del Corriere dove compare un titolo piuttosto inquietante: <<Pena di morte a chi diffonde la Sars>>.
E’ questa infatti la pena che le autorità cinesi hanno deciso di infliggere a <<chiunque diffonderà volontariamente malattie contagiose>>.
Ammetto che il mio primo pensiero, da stupido egoista, è stato: speriamo di non avere a che fare anche noi con questa terribile malattia; subito smentito dalla lettura delle prime righe dell’articolo dove il nostro ministro della salute Girolamo Sirchia ha annunciato il lancio in autunno di una campagna di informazione proprio per evitare panico ed allarme sociale.
Il mio secondo pensiero è stato: Come potrebbe reagire un paese “occidentale” se malauguratamente si trovasse al posto della Cina?
Bisogna avere più paura dell’effetto devastante che la Sars ha direttamente su chi la contrae o delle reazioni deliranti delle autorità?
A questo proposito ricordo di aver letto tempo fa un libro di Jose Saramago: Cecità.
In un qualsiasi paese del mondo comincia a diffondersi una terribile malattia contagiosa che provoca la cecità a chi la contrae. I malati vengono isolati e costretti dalle autorità a vivere in condizioni immonde. Intanto la malattia dilaga e colpisce tutti indistintamente dalle autorità all’esercito che fino a qualche giorno prima non esitava a sparare su chi si opponeva alla quarantena. Ormai sono tutti ciechi ed anche il grado di civiltà raggiunto faticosamente nel corso della storia è stato azzerato, proprio come la vista. L’istinto a sopravvivere alimenta la legge del più forte che prende il sopravvento sulla ragione e sul buonsenso. Gli uomini si combattono seguendo non solo il loro istinto alla sopravvivenza, ma anche la loro indole misera e malvagia.
Direi che ciò che Saramago descrive fino a ieri era anacronistico, ma da oggi mi fa un po’ paura.





