Cacciatori di Teste

Category: Libri
Posted: 2009-04-23 18:18

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Si capisce benissimo perché sulla copertina di “Cacciatori di teste”, Irvine Welsh definisce John King uno scrittore di talento. I tratti in comune sono tanti: i personaggi, il linguaggio, la location ecc… Con questo non voglio dire che King sia un surrogato, anzi la sua “sex division” è tanto originale quanto divertente e vale la pena spendere due righe su questa particolare classifica. In pratica i cinque protagonisti maschili danno vita ad un particolare campionato in base al quale ogni (testa di) donna posseduta da diritto a punti. I punti (1, 2, 3 o 4) dipendono da quanto ci si spinge nel rapporto sessuale con le inconsapevoli “vittime”, fino alla ciliegina sulla torta che da diritto a 10 punti in un colpo solo!
Il romanzo non è intriso solamente di maschilismo e misoginia, ma ci sono anche buoni spunti di riflessione su tematiche molto attuali come la disoccupazione, il disagio sociale e la realizzazione professionale.
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Il conte di Montecristo

Category: Libri
Posted: 2008-09-22 13:12

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Se un romanzo scritto oltre 150 anni fa viene ancora pubblicato, letto, criticato, trasposto per il cinema, la televisione e il teatro, evidentemente è degno di essere considerato un “capolavoro”. Lo stesso Umberto Eco, che mi sembra piuttosto critico nei confronti de 'Il conte di Montecristo', lo definisce uno dei romanzi più appassionanti che siano mai stati scritti.
A chi si lamenta che Dumas è stato troppo prolisso, rispondo semplicemente che non c'è una riga che non avrei voluto leggere e mi permetto di insinuare che spesso si tende a considerare superflui quei passi che non si capiscono appieno.
Mi riprometto di scrivere qualcosa di più interessante quando si sarà attenuato l'affetto che suscita una lettura molto coinvolgente. Tuttavia fin da ora mi sento di poter asserire di aver letto un'opera d'arte capace di infondere i sentimenti più disparati: più volte, in treno, mi sono sentito osservato perché avevo un ghigno strano oppure perché avevo gli occhi troppo lucidi.
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"La fattoria degli animali" di George Orwell

Category: Libri
Posted: 2008-03-27 22:33

E' un libro metaforico e più passano le settimane più lo sento attuale. La cosa sorprendente è che viene naturale identificare il comportamento dei maiali della fattoria con quello dei politici: qualunque cosa succede, i maiali (leggi i politici) riescono sempre a rigirare la frittata a danno degli altri animali (leggi i cittadini) giustificando i loro privilegi con vari stratagemmi, come ad es. la famosa frase <<tutti gli animali sono eguali ma alcuni animali sono più eguali degli altri>>.
Se non sbaglio, un po’ di tempo fa, un candidato premier alle prossime elezioni, parlando di sé, usò la citazione sopra. Forse non si era ricordato che ne “La fattoria degli animali” la frase era stata congeniata dai maiali. O forse, ipotesi molto più preoccupante, non stava effatto citando da Orwell, ma l’affermazione gli era venuta spontanea.
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"La guerra dei poveri" di Nuto Revelli

Category: Libri
Posted: 2007-12-19 09:35

Qualche anno fa un ragazzo di Torino mi consigliò di leggere la “Guerra dei poveri” del cuneese Nuto Revelli. Si tratta di un’opera straordinaria che aiuta a comprendere le sventure subite dagli italiani durante il periodo fascista.
Di seguito un bel commento trovato in rete.

“E’ il suo diario, dalla campagna di Russia alla fine della guerra partigiana. Si può definire l’esposizione nuda e reale di un martirio, quello avvenuto sul Don, ed il successivo processo di maturazione e presa di coscienza di un giovane che, come tutti quelli della sua generazione, aveva conosciuto solo il fascismo sin dall’infanzia. Chi ha conosciuto la guerra, quella vera, quella combattuta in prima linea, quella nella quale solo il caso o la fortuna ti può risparmiare la vita, non può tornare come prima. E’ questo il travaglio vissuto da Revelli dopo il ritorno dalla Russia, quando deve affrontare di nuovo l’ipocrisia fascista che nasconde la tragedia, che emargina i pochi reduci testimoni di una verità bruciante per il regime. Verrà poi il 25 luglio e l’8 settembre, con i dubbi e le incertezze di chi non vorrebbe più inconsapevolmente trovarsi dalla parte degli assassini della libertà e della giustizia. Revelli non nasconde le sue incertezze, la sua paura di sbagliare, la sua diffidenza verso i “politici”, ma alla fine sceglie e diventa un comandante partigiano. E’ stupefacente come riesca a raccontare la guerra partigiana senza abbellimenti, senza cadere nella tentazione del mito e dell’autoglorificazione. Alcune parti del diario possono risultare addirittura noiose per i problemi di approvvigionamento dell’essenziale, ovvero il cibo e le armi, con i quali un comandante partigiano doveva fare i conti quotidianamente. Non dobbiamo dimenticare che questi uomini e donne, oltre a combattere i tedeschi ed i fascisti di Salò, soffrivano anche la fame. In fondo al libro ci sono alcune recensioni degli anni ’60, quando uscì il libro. Consiglio vivamente la lettura di quella di Giorgio Bocca, è bellissima.“
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"Giochi sacri" di Vikram Chandra

Category: Libri
Posted: 2007-11-19 19:33

E’ difficile ricondurre “Giochi sacri” ad un unico genere letterario. Si potrebbe pensare ad una similitudine con quei generi musicali non ben definiti che una volta era consuetudine chiamare “jazz”, ma in questo libro non c’è nemmeno una sola nota stonata. Mi è sembrato scorrevole e ben strutturato. Non ho avuto l’impressione che alcune parti descrittive fossero troppo prolisse, nonostante le 1200 pagine e 1,5 Kg di peso sulla cassa toracica di chi come me legge sdraiato sul letto.
I personaggi sono descritti bene e i protagonisti sono affascinanti, soprattutto il gangster Ganesh Gaitonde. La trama, o meglio, le trame non sono male anche se in un caso mi è parsa poco originale. Comunque, mi ha fatto venire voglia di viaggiare, di documentarmi. Ho perfino comprato le mappe del mondo in vendita con Repubblica.
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